I started working quite early in my life, doing small jobs such as shop assistant in a baby and kids garment shop, or helping out in the family-run Notary Office.
My first great work experience came in summer 2006, when I decided to travel to England to do au pair at the end of my fourth year of High School. On this time, I also had the occasion to experience flyer distibution, promoting the well known Cannizzaro Festival in Wimbledon for a few hours.
In April 2010 my carreer began. I had to thank my University for this, which I had started to attend in 2008, choosing to study German as my second foreign language (English was to be the compulsory first FL).
At that time I really had no idea, what the German language was. I didn't even know the numbers (well ... not after drei)! In summer 2009 I was offered the fabulous occasion to practice German in Germany, namely in Berlin. This is a special gift from my Uni to the first year students.
I left with a huge amount of luggage, and a slight amount of German vocabulary, but at the end of my "two months" I could ask question, be understoon, and most amazingly understand the answers of the German!
La mia conoscenza del tedesco era ancora ben lontana da quel meraviglioso senso di soddisfazione misto a spossatezza che solo chi traduce da/verso il tedesco può capire, quell'estate non avevo ancora ritrovato in me la stanchezza che provavo in prima elementare dopo aver concluso una paginetta di E maiuscole (sensazione che spesso si prova a fine lettura di un testo specialistico in tedesco!); nonostante ciò, quel po' di vocabolario e quella parlata fluida acquisiti durante "Berlino 2009" mi erano valsi una buona opportunità di lavoro.
Fu così che dopo un colloquio e due giornate di prova cominciai a lavorare come accompagnatrice turistica al porto di Civitavecchia. Durante il primo anno lavorai in inglese, spagnolo e tedesco, anche se lo spagnolo aveva quasi sempre la meglio!
Non è questa la sede per parlare esattamente di come si svolga il lavoro di accompagnatore turistico (probabilmente dedicherò a questo un post più in là nel tempo), ma vorrei spiegare brevemente come la situazione si sia evoluta nei miei tre anni di carriera.
Il lavoro di accompagnatore è un lavoro abbastanza flessibile, dipende da quanto vuoi guadagnare, certo, ma puoi decidere tu quanto spesso vuoi lavorare ed essere disponibile. Io lo facevo da studentessa, quindi lavoravo perlopiù nei mesi estivi, proseguendo saltuariamente nei mesi autunnali.
Ed è proprio nell'autunno del mio primo anno da accompagnatrice, che feci la prima, strabiliante esperienza da interprete della mia vita. Accettato con un po' di leggerezza, riuscii a portare a termine il mio lavoro di simultanea spagnolo-inglese (una pazzia, lo so!) durante un Simposio sulla Criminologia e la Patologia Forense.
Non riuscirei a descrivere il battito del mio cuore nel momento in cui il mio caro compagno Valerio abbassò la levetta, accendendo il mio microfono.
Ricordo che di colpo dimenticai tutto, ma non quanti mg di stronzio dovessero essere presenti nel "ventriculo izquierdo" perché l'annegamento fosse avvenuto in acqua di mare!
Ad un certo punto dell suo discorso l'oratore pronunciò una parola che non avevo mai sentito, mi girai verso Valerio (lui madrelingua spagnolo) con un espressione che definirei cubista in volto. Valerio ricambiò lo sguardo. Per fortuna nel frattempo non avevo smesso di ascoltare, e una volta sentito il seguito rintracciai anche quella parola nel mio mese di studio pregresso.
Alla fine dei miei venti minuti mi sentivo un genio, una supereroina; riuscire a superare quella prova fu la mia piccola vittoria personale, forse neanche poi così piccola!
Il mio secondo anno di lavoro vide sparire le navi con passeggeri di lingua tedesca, e fu così che... finii per provare una sottile antipatia per il Popolo Spagnolo (non me ne vogliano gli spagnoli, i turisti sono da considerarsi una razza a parte!).
Nel mese di agosto, in vista anche della laurea, quasi imminente, decisi per ragioni "linguistiche" di cambiare datore di lavoro. Lasciai la mia agenzia in favore di altre, più di una, presso le quali avrei potuto praticare tutte e quattro le mie lingue straniere (scegliendo di praticare il meno possibile lo spagnolo e gli spagnoli!). Il mio livello di tedesco cominciò a salire di giorno in giorno, lavoravo spesso, e quasi sempre in tedesco, o tedesco più un'altra lingua. Chiacchieravo con i turisti, usavo nuove parole nel mio "discorsetto", le strutture tedesche erano ormai parte di me, e la soddisfazione era tantissima!
Alla fine di questa seconda stagione crocieristica fui contatta da un amico di famiglia che cercava un traduttore italiano-tedesco per la sua azienda di allestimenti. Accettai ben volentieri e qualche giorno dopo la telefonata cominciai a lavorare per lui.
È esattamente a quel periodo che risalgono i primi episodi di "autostima da comprensione del/produzione in tedesco". Mi addentrai in un mondo che mi era nuovo anche "in italiano". Non era facile... tradurre "alluminio mandorlato" senza avere la benché minima idea di cosa fosse la cosa in sé e per sé, eppure è anche all'alluminio mandorlato che devo molto del mio entusiasmo!
La mia collaborazione con l'Azienda si svolse per due mesi, culminando con un viaggio ad Essen e una permanenza di 12 giorni durante la quale imparai davvero molto, soprattutto su come "funzionano" i tedeschi.
Conclusa questa esperienza, ad ogni modo, continuai a collaborare con l'Azienda per delle traduzioni, mentre iniziava una nuova stagione crocieristica, questa volta con le stesse lingue con cui avevo terminato la precedente, con nuove conoscenze ed amicizie, e ancora tanta soddisfazione personale.
Attualmente mi trovo a Berlino, dove mi sono trasferita ad inizio novembre, e sono in cerca di un qualsiasi lavoro che mi permetta di tenere vive le lingue che parlo.
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